domenica, 2012-05-20

Buy Metals - LME Trading Online

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Prezzo Alluminio.

Il prezzo dell'alluminio in Cina supera il prezzo LME. Il prezzo LME dell'alluminio ha sottoperformato nettamente nell'ultimo mese, anzi, è l'unico dei metalli più importanti negoziati sul mercato con caduta di prezzo oltre i termini previsti. Prezzo dell'alluminio cinese, al contrario del LME , ha continuato ad aumentare, mentre le scorte sono diminuite, riflettendo la solida domanda nel mercato interno. Due mercati e due prezzi dell'alluminio? Il London Metal Exchange non è più efficace o sono scostamenti di prezzo stagionali?

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Settore Metalli Non Ferrosi e Ripresa
Metef - Metef 2010

Il settore dei metalli non ferrosi alla ripresa dalla crisi economica

Metalli non ferrosi - alluminio, rame, zinco, piombo, stagno, nichel e preziosi - L’industria europea di questo settore rappresenta un anello Prezzi dei metalli e commodity. vitale della catena industriale europea, con le produzioni di metalli di base, di trasformati, di metalli di riciclo, quindi delle successive applicazioni dei semilavorati e getti in componenti e prodotti finiti che servono alle industrie e ai consumatori. 

Il settore metalli non ferrosi contribuisce da solo all’1,1% del PIL europeo e il cui ruolo è ancora maggiore se si considera che alimenta il downstream di molti comparti industriali. L’industria dei metalli non ferrosi occupa circa 400.000 addetti diretti e circa 800.000 indiretti, generando un valore aggiunto di 36,5 miliardi di euro l’anno, cioè circa 91.000 euro per dipendente.

Il settore Metalli non ferrosi in Italia ha fatturato, nel 2009, circa 15 miliardi di euro con un calo del 25% sull’anno precedente come risultato di una pesante contrazione delle quantità prodotte e di un netto calo, nella media dell’anno, dei prezzi delle materie prime trasformate.

I dati del 2009 e la variazione dei prezzi nei primi mesi del 2010 nella tabella. 

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 Trend Italia per i metalli grezzi 2009 

Trend Italia per i metalli grezzi 2009(in tonnellate ed in variazioni % sull'anno precedente)
 ProduzioneImportExportUso
Alluminio totale801.000  1.226.000
(I° + II° + altri usi)-26   -34
 - Primario165.800521.00045.000641.900
 -11 -34 +79-33
 - Secondario450.00054.000105.000399.000
 -29 -39 +15-37
Rame e leghe totale55.0008.00012.00051.000
 -28 -55 -21 -31
Zinco totale103.400112.0005.000210.400
 -3,5 -50 -38 -34
 - Primario74.400   
 -4    
 - Secondario29.000   
 -3    
Piombo totale152.00072.00021.000203.000
 -24,0 -16 -35 -26
 - Primario17.000   
 -60    
 - Secondario135.000   
 -14    
 
Trend Italia per i metalli semilavorati e getti 2009(t e variazioni % sull'anno precedente)
 ProduzioneImportExportUso
Semilavorati di alluminio675.200373.100341.400706.900
 -25 -13 -19 -22
- Estrusi396.700105.600179.900322.400
 -24 +24-22 -15
- Laminati257.500260.600157.800360.300
 -26 -23 -15 -28
- Trafilati21.0006.7003.80023.900
 -31 -16 -31 -27
Getti di alluminio600.000   
 -26    
Semilavorati di rame e leghe914.400258.600240.600932.400
 -23,0 -31 -23 -26
 - Semilavorati di rame534.900186.300163.200558.000
 -13 -33 -16 -20
 - Semilavorati di leghe di rame379.50072.30077.400374.400
 -34 -26 -35 -32
Getti di leghe rame51.000   
 -34    

Le tendenze del mercato interno

L’industria dei metalli non ferrosi rappresenta il sistema di approvvigionamento della materia prima per le produzioni dell’industria manifatturiera del Paese, quindi è un ottimo indicatore per l’andamento economico generale.
Il 2010 è partito con prospettive migliori del 2009, e con un clima di fiducia da parte delle imprese molto più consistente; resta comunque la consapevolezza che i quasi due anni di crisi alle spalle non saranno facili da assorbire e che i tempi di consolidamento della ripresa non saranno così rapidi come si vorrebbe.
Per il resto di quest’anno il settore si troverà a fronteggiare una situazione di stop and go simile a quella che sta vivendo dalla metà del 2009: un mese di forte afflusso degli ordini, su livelli quasi normali, seguito da un periodo nel quale sembrano ritornare i livelli drammatici di attività propri della prima parte del 2009.
In sostanza, mentre si registrano segnali favorevoli, come una certa ripresa delle esportazioni e della domanda internazionale (percepibile dalle tensioni sui prezzi e sulla disponibilità fisica di materie prime) e la crescita di domanda interna da parte di meccanica e dei trasporti, si avvertono anche incertezze che pervengono da altri settori utilizzatori, dalle ben note difficoltà di accesso al credito, dalla prudenza che induce molti clienti a navigare a vista e ridurre al minimo l’approvvigionamento di materie prime e semilavorati.

I mercati esteri

Il mercato nord americano ripartirà senza dubbio con vigore, ed è di grande importanza, ma per quanto concerne la gran parte delle produzioni del settore non determinerà ricadute dirette rilevanti. Ci si attende il risveglio dei mercati europei che sembrano abbastanza reattivi sulla strada della ripresa.
La Germania pare aver totalmente recuperato i livelli di domanda interna pre-crisi per alcuni tipi di materiali, come i semilavorati di alluminio, mentre non è avvenuto lo stesso per i semilavorati di rame e leghe. La Spagna ha invece ancora molti problemi sui tempi di ripartenza del mercato domestico e quindi guarda all’export divenendo molto aggressiva sui semilavorati sia di alluminio che di rame; ha più che triplicato le esportazioni verso l’Italia di estrusi di leghe leggere e ha raggiunto livelli produttivi superiori al 2007 per i semilavorati di metallo rosso e derivati. Da segnalare anche l’aggressività dei produttori dei Paesi dell’Est Europa di recente accesso nell’UE, che hanno incrementato le loro esportazioni verso l’Italia, come la Romania (+500% l’export di estrusi di alluminio nel 2009) e l’Ungheria (+30% l’export di laminati dei alluminio).
La Cina è un caso a parte, ha sentito gli effetti della crisi ma non ha smesso di crescere; nel settore dei metalli non ferrosi è ormai il Paese numero uno al mondo per il mercato dell’alluminio, ha reagito molto prontamente al calo di domanda, tagliando già oltre un anno fa le proprie produzioni di metallo primario (di oltre 3 milioni di tonnellate quindi per circa il 20% della propria capacità) e conseguentemente anche di semilavorati di alluminio, e questa scelta ha portato ad un netto calo della propria presenza sul nostro mercato (-30% e -80% rispettivamente per estrusi e laminati di alluminio). Comunque, la Cina ha visto la crisi come un ostacolo temporaneo alla crescita e pare tornata sui trend pre-crisi.

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I settori clienti

Questa prima fase di ripresa è sostenuta essenzialmente dalla ricostituzione di un minimo di stock, quindi gli ordini che affluiscono provengono un po’ da tutti i settori, in modo generalizzato.
Si nota un certo movimento per il comparto dell’edilizia e costruzioni, che ha visto un calo pesante di attività a causa delle note difficoltà legate all’accesso al credito, ma questo ha riguardato in particolare le nuove realizzazioni; al contrario i lavori di recupero e restauro, che per i nostri prodotti sia a base di alluminio che di rame sono forse più importanti delle nuove costruzioni, ha retto sui livelli dell’anno precedente, ed è previsto in leggero aumento nel 2010.
A cavallo tra il settore edile e quello elettrico si collocano le costruzioni di pannelli per la produzione di energia fotovoltaica, che si stanno largamente diffondendo e che stanno diventando un mercato trainante, anche se ancora di nicchia, per l’impiego dei metalli non ferrosi.
La meccanica generale sta dando buoni segnali di ripresa, sia per il rame e leghe che per l’alluminio, mentre il settore dei trasporti, a parte qualche fiammata dalla Germania sul comparto dell’auto, non è ancora ripartito.

(I dati 2009 del settore metalli non ferrosi sono elaborata da Assomet)

 

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