domenica, 2012-05-20

Buy Metals - LME Trading Online

Aluminium, Copper, Zinc, Tinplate, Nickel, Scrap Metal               We Buy or Sell - Licensed Company

Compra Alluminio, Rame al LME con il Trading Online                     - Chiedi Gratis la Demo Adesso!

 Alluminio, Rame, Zinco "Banda Stagnata", Nickel,  Rottame   - Compriamo Con Regolare Licenza




Copertura sui Metalli

 

 LME ACCESSO DIRETTO   

Trading Metalli Non Ferrosi

Le aziende del settore metalli possono disporre della prima piattaforma trading che può operare direttamente online sul mercato dei Metalli al LME di Londra. Accesso diretto evitando di utilizzare intermediari. 

Dal pc aziendale con il trading online è possibile inserire il prezzo direttamente sul mercato LME e coprirsi sul prezzo dei metalli, con prezzi real time e commissioni dimezzate. Metalli non ferrosi, cioè Alluminio, Rame, Nickel, Zinco, Stagno, Piombo, Nasaac.

Quotazioni e Trading Diretto.

 

Ulteriori Informazioni

Dollar Index

Most Recent USD Quotes from www.kitcosilver.com 

        Dollar Index Daily

Prezzo Alluminio.

Il prezzo dell'alluminio in Cina supera il prezzo LME. Il prezzo LME dell'alluminio ha sottoperformato nettamente nell'ultimo mese, anzi, è l'unico dei metalli più importanti negoziati sul mercato con caduta di prezzo oltre i termini previsti. Prezzo dell'alluminio cinese, al contrario del LME , ha continuato ad aumentare, mentre le scorte sono diminuite, riflettendo la solida domanda nel mercato interno. Due mercati e due prezzi dell'alluminio? Il London Metal Exchange non è più efficace o sono scostamenti di prezzo stagionali?

Ferro Rottame

 
 
 

Disponiamo di 

2.500 MP/mese

 

 

 

 


AFXCapitalMarkets - Trading Metal Broker.


News Mercato Metalli Non Ferrosi
Metalli - News Metalli

Metalli Non Ferrosi -  Il Mercato del Metalli Consolida e prepara il Rialzo.

Scia di acquisti scattati dopo il superamento dei livelli di resistenza tecnica della settimana. Neppure i dati poco brillanti diffusi dagli Usa relativi alla vendita di case nuove (toccato a febbraio il minimo storico) hanno disturbato gli operatori i quali hanno spinto il contratto a termine sul rame oltre il livello di 9700 USD/t. Particolarmente positiva la performance dell’alluminio il cui future ha toccato i 2639 USD/t, il massimo dal settembre 2008, confermando le nostre revisioni rialziste di breve termine rilasciate nel quarto trimestre 2010. Prosegue anche la fase rialzista del contratto sullo zinco che, come abbiamo documentato nella nota di ieri, inizia a essere percepito dagli peratori finanziari come uno dei prossimi metalli sul quale scommettere in vista di una futura carenza di offerta nei confronti della domanda. Particolarmente forti sono i guadagni registrati dal piombo che appare come l’immediato beneficiario dello tsunami che ha messo in ginocchio il Giappone sulla scia della prevista umento della domanda di batterie e generatori per colmare le restrizioni di fornitura di energia elettrica: il contratto a 3 mesi all’1,44 ora italiana ha toccato il livello di 2747 USD/t pari ai massimi dall’aprile 2008.
mentre il nuovo contratto scambiato sullo Shanghai Future Exchange ha aperto le prime ore di contrattazioni on un balzo del 4,8% a CNY 18955/t con 60 mila lotti scambiati (ciascun lotto equivale a 25 tonnellate).
Dopo l’accelerazione di ieri, la giornata di trading odierna si apre sotto il segno delle modeste prese di rofitto scattate con il pretesto di un innalzamento delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Alle 7,31 il contratto s 3 mesi sul rame cede 68 dollari a 9680 USD/t, quello sull’alluminio 7 dollari a 2624 USD/t, quello sul nichel 80 dollari a 26770 USD/t mentre quello sullo zinco 25 dollari a 2392 USD/t.
I raid aerei che continuano a verificarsi in Libia e le proteste sociali in Yemen e Siria accompagnate dal forte alo delle scorte negli Usa la scorsa settimana, hanno provocato il rialzo del prezzo del WTI ai massimi  degli ultimi 2 anni e mezzo a 105,76 USD/b. A infondere reale paura agli investitori giunge tuttavia la rospettiva di un allargamento delle tensioni nella vicina Arabia Saudita che, con la sua capacità addizionale di produzione petrolifera di 3,5 milioni di barili al giorno, pone un tetto a impennate incontrollate del prezzo el petrolio. Al momento l’ipotesi di un allargamento delle tensioni sociali in Arabia Saudita sono basse in quanto, diversamente dai paesi del Magreb, l’area del golfo vanta un reddito pro capite molto più elevato. Riteniamo dunque che i tentativi di strumentalizzazione del malcontento sociale da parte dell’Iran sciita che mira a sostituirsi all’Arabia Saudita sunnita come leader egionale non dovrebbero attecchire. Nell’ottica di pacificare i protestanti il governo saudita ha annunciato nuove elezioni municipali per la seconda volta nella storia del regno dal 2005 e lo stanziamento di 93 miliardi i dollari sotto forma di incentivi fiscali. Qualora le proteste dovessero invece provocare un cambio di regime  le conseguenze sul prezzo del greggio sarebbero devastanti in quanto si assisterebbe a una marcata corsa gli acquisti che potrebbe spingere il prezzo oltre i 200 USD/b provocando un forte sell-off sui mercati azionari e soprattutto dei metalli non ferrosi. Ma si tratta, lo ripetiamo, di uno scenario improbabile, a nostro avviso.
A beneficiare delle tensioni giungono anche i metalli preziosi con il contratto sull’oro che scambia in rialzo dello 0,7% a 1438 USD/oz e l’argento che ha superato il livello di 37 USD/oz per la prima volta negli  ultimi 30 anni, centrando anche in questo frangente le nostre previsioni rialziste diffuse nel quarto rimestre del 2010. Cede terreno anche l’euro nei confronti del dollaro scendendo sotto il livello di 1,42 dopo che il primo ministro del Portogallo ha minacciato le dimissioni nel caso in cui i il piano di austerità fiscale presentato non dovesse venir approvato dal parlamento.
Il costante monitoraggio del prezzo del petrolio è di vitale importanza anche per il mercato dell’alluminio uno dei metalli più energivori del complesso dei base metals per la grande quantità di energia richiesta per produrlo. Se infatti in queste ultime settimane la maggior parte delle analisi di breve termine da parte degli uffici studi delle banche d’affari si è concentrata nel calcolare gli effetti dello tsunami sulla domanda di metalli dal Giappone, l’aspetto più importante a nostro avviso che è stato totalmente trascurato sono gli effetti che il rialzo dei costi elettrici avranno sulla produzione dell’alluminio che già nel 2010 veleggiavano intorno ai 2240 USD/t.
Quale sarà l’effetto sui costi produttivi ora che il prezzo del petrolio segna un rialzo del 10% dall’inizio dell’anno a causa delle tensioni geopolitiche e subirà nel medio termine un aumento della domanda per effetto delle maggiori importazioni non solo dal Giappone ma anche da molti paesi occidentali come la Germania i cui governi stanno cavalcando la crociata anti nucleare?
L’effetto sarà un aumento della bolletta elettrica come ben documenta il mercato spot tedesco che in appena una settimana segna un balzo del 30%! L’aumento del costo di produzione (l’elettricità oggi incide per il 36% sul costo di produzione dell’alluminio) sta già sortendo effetti sull’andamento del future scambiato al London Metal Exchange. Le pressioni che giungono sul fronte energetico si stanno ripercuotendo in particolare sulle scadenze più lunghe della curva tanto che attualmente lo spread tra la scadenza cash e quella a 15 mesi dell’alluminio è passato da 95 USD agli attuali 105 USD allargando il contango. Di ben 100 USD è stato invece l’allargamento tra la scadenza cash e il contratto a 61 mesi.
L’ampliamento del contango inoltre provocherà un secondo effetto perverso: quello ovverosia di rendere molto appetibili i cosiddetti “financial deals”, mantenendo così elevate le restrizioni dell’offerta sul mercato cash. Particolarmente interessante però è quello che si verificherà in Cina dove i prezzi dell’elettricità potrebbero salire da CNY 0,5/kwh a CNY 0,15/kwh già nel mese di aprile. Fonti del governo cinese ci hanno riferito come le negoziazioni per il varo delle nuove tariffe siano ancora in corso tanto che i produttori locali di alluminio non abbiano ancora ricevuto alcun avviso formale. Tuttavia un eventuale rialzo del prezzo dell’elettricità potrebbe sortire effetti non trascurabili: con un costo di produzione di circa CNY 16300- 16500/t e un prezzo spot attuale di CNY 16520 già oggi risulta difficile per i produttori locali marginare nella vinta di materia prima. L’effetto, come avevamo anticipato nel quarto trimestre 2010 potrebbe essere quello di assistere a una trasformazione della Cina da esportatore netto a importatore netto di alluminio. Uno scenario questo che se confermato ci porterebbe a cambiare le nostre previsioni ribassiste nel medio termine.
Ultimo elemento rialzista nel breve termine (e anch’esso assai trascurato dagli analisti) è il forte rialzo del prezzo dell’allumina che in questi primi mesi del 2011 segna un rialzo del 18% rispetto allo stesso periodo del 2010 a 380-395 USD/t prossimo a raggiungere il livello di 400 USD/t sull’onda della forte undersupply che contraddistingue il mercato e dal rialzo dei prezzi della bauxite e soda caustica necessari per la produzione di alumina stessa. Stando alle stime del CRU, la domanda di alumina ha toccato nel 2010 le 82,2 milioni di tonnellate pari a un rialzo del 12% su base annuale a fronte di una produzione di 82 milioni di tonnellate. Nel 2015, stando alla società di ricerca londinese, la capacità di raffinazione di alumina da parte della Cina crescerà di ulteriori 20 milioni di tonnellate entro il 2015: dinamica questa che si tradurrà in un aumento della domanda di bauxite di ulteriori 45 milioni di tonnellate dagli attuali 20 milioni di tonnellate nel 2010 (+53% rispetto il 2009). Attualmente sono necessarie 4 tonnellate di bauxite per produrre 2 tonnellate di alumina per arrivare a raffinare 1 tonnellata di alluminio.
Che nel complesso la comunità finanziaria si stia gradualmente dirottando lungo una view progressivamente rialzista sul prezzo dell’alluminio lo dimostrano le stime sui prezzi diffuse nel mese di febbraio, in rialzo rispetto a gennaio e raccolte dall’agenzia Reuters (vedi allegato)
Particolare tensioni rialziste insistono però anche sul rame che è velocemente rimbalzato dai 8900 USD/ agli attuali 9700 USD/ rendendo l’indicazione data ai nostri clienti di fissare il prezzo do fornitura intorno ai 9000-9200 USD/t particolarmente soddisfacente.
Fonti al LME in particolare ci riferiscono di un fondo finanziario che avrebbe in mano circa il 50% delle scorte di rame dallo scorso 15 marzo. La posizione dominante sul mercato di Dr. Copper è emersa nel momento in cui il mercato ha toccato sul Comex newyorkese il minimo degli ultimi 3 mesi a 4,0760 USD/lb e appena due giorni dopo il sell-off scattato a causa della catastrofe giapponese. Una situazione simile, si verificò lo scorso mese di novembre quando, nonostante i segnali di debolezza che iniziavano a giungere sul mercato fisico, il prezzo del contratto a 3 mesi salì fino a fine anno. Anche se non ègaranzia di nuovi rialzi tout court, certo è che il controllo da parte di un solo player del 50% delle scorte LME renderà ancora più stringente la percezione di restrizione di offerta tra gli operatori finanziari, ponendo le basi di una nuovo trend rialzista non appena giungeranno dal mercato cinese segnali di ripresa
degli acquisti. Nel frattempo in assenza di grande attività di ristoccaggio dal fronte del fisico a creare ristrettezza sul mercato spot, come abbiamo documentato nella nota di ieri, è il rallentamento dell’offerta dagli smelter giapponesi che nel 2010 hanno esportato 450 mila tonnellate di rame raffinato. A confermare l’attuale situazione di tensione sono anche i nostri contatti a Taiwan. L’isola rappresenta uno dei maggiori clienti del Giappone con un acquisto annuale di 200 mila tonnellate. Secondo alcune stime il maremoto giapponese avrebbe provocato un danno alla produzione giapponese di catodi pari a 250 mila tonnellate.
A nostro avviso se da un lato è ragionevole attendersi un prossimo allentamento di questa situazione di tensione sul mercato spot anche in ragione dell’ampia capacità di raffinazione in Cina tale processo di dirottamento richiederà del tempo ed è probabile che nel frattempo i catodi necessari al mercato inizino a essere presi dai magazzini LME.
Nel complesso dunque i metalli di base rimangono incanalati lungo un trend laterale che si sta progressivamente trasformando in trend rialzista. Tuttavia le tensioni geopolitiche che ancora imperversano sui mercati così come la fatica che l’indice S&p 500 sta riscontrando nel superare a media degli ultimi 50 giorni ci spinge a nutrire una certa cautela in un’ottica di trading di brevissimo termine.
Sul piano dell’ analisi tecnica invitiamo a monitorare in particolare queste resistenze:
RAME: 9850 USD/t
ALLUMINIO: 2628 USD/t
NICHEL: 27500 USD/t
ZINCO: 2420 USD/t
PIOMBO: 2712 USD/t
STAGNO: 30000 USD/t
 
(fonte Gianclaudio Torlizzi T-Commodity srl)

 

LIMONIAMO?

 
Limoniamo?

Prezzi Alluminio 24 ore

  Alluminio Prezzi e Stocks 

   Grafici Metalli e Stocks

Trading System

FUTURES

FtseMib - Mini FtseMib

Bund

Dax

DJ EuroStoxx50

CME Mini S&P500

Petrolio

Rame

Natural Gas

Oro

Argento

Euro/Dollaro

Micro Euro/Dollaro 

Contattaci 

Terre Rare Sell

Samarium oxide

Thulium oxide

Holmium oxide

Ytterbium oxide

Terbium oxide

(99.9%)


Rame Isotopico

Disponiamo di una grande quantità rame isotopico superfine sotto i 5 micron, puro almeno al 99,993% con cu63 al 69,09% e cu65 al 30,91% di provenienza Russa con certificato di analisi Mosexpertise e IGAS. Prezzo molto interessante. Contattaci

Trading Software Metalli - Compra e vendi online Alluminio Rame, Zinco, Nickel etc..

Trading Software Metalli Non Ferrrosi